Dopo più di due anni di vita "splinderiana" questo blog ha deciso di diventare maggiorenne e prendersi uno spazio tutto suo.
Il blog quindi si trasferisce all'indirizzo
www.appuntisparsi.it
Vi aspetto!
A Roma è in giro, tra i mille manifesti per le elezioni, anche questo:
resta da capire chi sarebbero gli angeli...
Ecco qualcosa che non avverrà mai in un'assemblea degli azionisti italiana.
Alla Shell il 59% degli investitori ha rigettato il piano di remunerazione proposto dai manager per se stessi, perchè non hanno raggiunto i target prefissati.
Da noi invece le assemblee sono all'insegna del volemose bene e non facciamoci del male. Uno specchio del Paese..
Fantastico l'attacco dell'articolo di oggi su "Il giornale":
le toghe all'attacco. Ovviamente l'idea che un giudice possa condannare qualcuno senza essere a libro paga fininvest sciocca non poco.
Filippo Facci invece riesce a non citare per tutto l'articolo ("un procedimento ridicolo, senza uno straccio di prova") il commercialista di Mills che parla dei versamenti e dell'origine di questi soldi.
Ma c'è da capirli. Loro si sentono tutti dei piccoli Mills, anche senza bisogno di essere corrotti
Spero che i leader del centro-sinistra italiano non si presentino in parlamento a sentire le parole del premier. L'unico scandalo è nelle non-dimissioni di un premier corruttore non solo quando era imprenditore ma anche quando era già in politica.
Ho sempre avuto delle riserve sugli indicatori statistici, specie durante i periodi di crisi, dove il taroccamento dei dati a volte è preferito al faticoso impegno per riforme e interventi concreti.
Bene, In Inghilterra è saltato fuori che le statistiche sulle vendite al dettaglio
sono state gonfiate, dall'agosto 2007, inizio della crisi negli Stati Uniti, del 56%.
Il Financial Times ricorda come qualche economista che guardava con sospetto i dati troppo ottimistici dell'Office for National Statistics veniva zittito furiosamente...
Inutile aspettarsi memoria lunga. Era il Gennaio dell'anno scorso e le prime pagine dei giornali erano occupate dalle polemiche verso coloro che
"volevano tappare la bocca al Papa", impedendogli di inaugurare l'anno accademico dell'Università La Sapienza.
Gli stessi che strillavano contro la censura hanno cambiato veste (o tonaca) e hanno fatto di tutto per impedire al presidente Barack Obama di inaugurare l'anno accademico e ricevere una laurea honoris causa all'Università di Notre-Dame, la più prestigiosa università cattolica degli Stati Uniti, così come ha fatto con tutti i presidenti nell'anno del loro insediamento.
E non si è trattato semplicemente di un gruppo di attivisti antiabortisti, se è vero che, come documentava ampiamente il
Financial Times venerdì scorso, circa 60 vescovi si erano pubblicamente opposti all'invito e tra questi il presidente della conferenza episcopale statunitense, l'arcivescovo di Chicago Franci George.
Fabrizio Cicchitto, nella sua dichiarazione di voto alla Camera sul decreto sicurezza, cita la vicinanza della maggioranza alla lezione di Giovanni Falcone. Ma l'eroe non era Vittorio Mangano?
Mentre a Ischia vengono assegnati
premi per il giornalismo a Gianni Letta (giurati tutti i maggiori direttori dei quotidiani italiani).
Mentre il neodirettore della Stampa Mario Calabresi dice a Fabio Fazio, riuscendo a non arrossire dalla vergogna, che
"mancano le opportunità per fare interviste cattive ai politici",
Mentre si inaugurano giornali (sedicenti) di sinistra pieni solo di
opinioni e non di fatti e con un
sito orribile,
Mentre i giornali chiedono fondi allo Stato ma licenziano i giornalisti.
Qualcuno si ricorda di tutte le incongruenze, le bugie e i lati oscuri del caso Noemi-Berlusconi.
In attesa delle risposte alle domande che non arriveranno mai (ma tanto non ci sono state nemmeno le domande, quindi..) godiamoci i servizi di Chi, Novella e gossippari vari..
Per coloro che non hanno la pazienza di aspettare nuove news sul blog
Voglio Scendere (scritto da Corrias, Gomez e Travaglio), Claudio Sabelli Fioretti
sul suo blog si propone come intermediario con gli editori per le manifestazioni di interesse a sottoscrivere gli abbonamenti al nuovo quotidiano Il Fatto, in uscita a Settembre.
Il prezzo per l'eventuale abbonamento annuale dovrebbe collocarsi intorno ai 150 euro, e le firme del direttore Padellaro, di Furio Colombo, Oliviero Beha, Furio Abbate e il gruppo di Voglio Scendere garantiscono per la qualità e la schiena diritta che il giornale saprà tenere...
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alle ore 13/05/2009 18:30 |
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Pare che la Food and Drug Administration negli Stati Uniti cominci a fare sul serio.
In una lettera inviata alla General Mills, stigmatizza l'uso che l'azienda fa del claim "abbatti del 4% il tuo colesterolo in 6 settimane", riferito ai suoi cereali Cheerios, noti anche in Italia.
Se fosse vero, continua la Fda, ciò configurerebbe i Cheerios come medicinali, e non come un semplice prodotto per la colazione.
Qualcosa si muove anche nell'Fda.
Intanto la Roche
incrementa la propria produzione di Tamiflu..
Vivo a Roma ma il mio paese di origine è in Puglia, dove il consenso di Alleanza Nazionale, complice un leader locale abbastanza giovane ma che cerca e gestisce il consenso in maniera mooolto antica, è bulgaro, oscillando dal 50 al 60% in ogni consultazione.
Ho quindi chiesto ad un mio amico che lì ci vive come sia stato visto dagli aennini di provincia il congresso fondativo del Pdl e se la figura di Fini mantenesse il suo appeal come leader alternativo a Berlusconi. "Nessun appeal ormai, sono tutti passati all'adorazione del capo. Tutti, dal sindaco ai leaderini locali, dicono meno male che c'è il presidente, Fini è andato fuori di testa".
Ovviamente Fini non è un leader finito, ma questo piccolo episodio è un sintomo di qualcosa che cambia all'interno di una certa parte dell'elettorato.
Fini ha scelto per per 16 anni il ruolo dello yesman. Niente storie sulle origini delle fortune di Berlusconi, niente domande sul conflitto di interessi, niente opposizione alle leggi vergogna in materia di giustizia, appiattimento totale (nelle cose che contavano) alle posizioni di Re Silvio.
Da qualche mese ha scelto, complice la veste di Presidente della Camera, il ruolo di "coscienza critica" e di "testa pensante" all'interno del centrodestra, rappresentando un disagio crescente nei confronti di un populismo che non accenna a diventare più moderato nonostante i consensi crescenti.
Ma i suoi elettori perchè non lo seguono in blocco?
Semplicemente perchè se li si abitua ad un certo ambiente, se li si educa al fatto che il populismo/peronismo berlusconiano è una cosa buona e giusta, se non si è mai davvero critici di fronte alle più becere iniziative progettate da Forza Italia, come si può pensare che essi scoprano le loro capacità critiche d'un colpo?
Al contrario essi propenderanno per seguire la più facile e battuta strada della demagogia.
Chi è causa del suo mal...
Per la serie "recensioni che non saranno pubblicate o che riceveranno al massimo qualche trafiletto" avremo quasi sicuramente il caso dell'ex arcivescovo cattolico di Milwaukee Rembert Weakland, che ha deciso di pubblicare una autobiografia, che uscirà in Giugno.
Ne dà invece notizia il
Milwaukee Journal Sentinel, citando un'intervista rilasciata all'Associated Press da Weakland, in cui tra le altre cose egli asserisce di aver voluto pubblicare adesso il suo libro, "un pellegrino in una Chiesa pellegrina", proprio perchè anche nella Chiesa cattolica si parli più apertamente dell'omosessualità senza l'isteria che ne contraddistingue il dibattito finora.
Weakland, che nel suo libro parla apertamente della propria omosessualità e della sua incapacità di sorvegliare riguardo ai preti macchiatisi di pedofilia nella sua diocesi, si è dimesso da arcivescovo di Milwaukee nel 2002 dopo la scoperta di un pagamento di circa 450 mila dollari (sottratti ai fondi della diocesi) per garantirsi il silenzio di un suo ex allievo che lo accusava di aver subito da lui uno stupro mentre era uno studente di teologia alla Marquette University.
Weakland stesso ha ammesso in una deposizione lo scorso Novembre di essersi limitato a trasferire dei sacerdoti macchiatisi di abusi in altre parrocchie senza informarne i fedeli e soprattutto l'autorità giudiziaria.
Un'ammissione che non si fa fatica a credere perchè, dai numerosi processi e dalle inchieste degli ultimi anni, la posizione ufficiale della Chiesa si è sempre orientata all'insabbiamento quando possibile e alla minimizzazione se un caso viene portato alla ribalta.
Niente di nuovo sotto il sole verrebbe da dire, se questa volta non ci fossero le parole dell'ex arcivescovo a risuonare forti e chiare, appena la Chiesa Cattolica si toglierà i tappi dalle orecchie e le bende dagli occhi.
Sia
Wittgenstein che
Mantellini fanno il post fake per vedere quanta gente arriverà al loro sito digitando sbiancamento anale dopo che Luciana Littizzetto ne ha parlato a che tempo che fa.
Così come improvvisamente era apparsa sulla scena mondiale, la cosiddetta febbre suina è uscita dai sommari di giornali e telegiornali. Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità, sotto pressione per il suo allarmismo giudicato eccessivo, sta pensando ad una
riforma del suo sistema di una scala a sei livelli, secondo il FInancial Times.
Chi invece non si lamenta è, come ampiamente previsto, la Roche, proprietaria del farmaco antivirale Tamiflu.
Ha smaltito le dosi in deposito, ha visto la sua quotazione salire di circa l'8% e il presidente Obama ha annunciato che comunque le scorte americane rimarranno inalterate. Cosa volere di più?
Noi rimaniamo in attesa che tra qualche mese/anno arrivi l'influenza canina o gattina..
A Milano, alla fiera del mobile, tutti gli gridavano "Grande, grande" mentre una signora ha cominciato a dire "magico, magico" e tutti in coro "magico, magico". Una cosa imbarazzante, confessa lui sotto tortura a qualcuno che non gli ha chiesto nulla.
Al vertice in Polonia nessuno dubbio: "sono stato il più applaudito tra i capi di governo e dell'opposizione".
Il tasso di popolarità "è al 75%, sopra Obama che è al 61%".
Tutti vedrebbero il panico dell'insicurezza. Fornire cifre ed episodi falsi ed edulcorati pur di confermare e confermarsi quanto è amato, benvoluto.
Lui "sostiene finanziariamente" le feste di compleanno, fa i superegali alla moglie a Marrakesh facendola piangere, pensa di comprare la benevolenza di tutti e tutte con i soldi, la sua dannazione.
Mentre lui e i suoi corifei montano la polemica sul "fatto che deve rimanere privato", lui prende in contropiede se stesso e va a porta a porta.
Mentre lamenta il contraddittorio mancante in tutte le trasmissioni dove non va lui, non risponde a Ferruccio De Bortoli che pur ne lamenta l'assenza nella serata in cui è come sempre un monologhista unico, passando da divorzi a terremoti (dove prima c'è un tetto di 150 mila euro, poi non c'è, poi la costruzione la fa lo stato, poi i privati, poi non si capisce bene cosa, tranne che tutti avranno una casa entro la fine dell'anno, bah!) a termovalorizzatori a scartamento ridotto al solito vittimismo sulla stampa di sinistra.
E nessuno tra i giornalisti presenti, nemmeno De Bortoli (non parliamo di Vespa o Napoletano o Sansonetti, messi lì come sgabelli, direttori che fuori dall'Italia non troverebbero un posto nemmeno come giardinieri in una testata giornalistica) trova il coraggio di dire che la signora Veronica Lario si è lamentata del fatto che "frequenta le minorenni", non che "va alle feste di compleanno delle minorenni", e quindi dobrebbe spiegare cosa ci faceva questa ragazza nel suo studio di MIlano e di Roma, da sola, riempita di regali come al solito, come lei stessa ha confidato ai giornali.
Questa era la domanda da fare. E nessuno l'ha fatta. Ovvio che avrebbe trovato un suo modo creativo per rispondergli, per dire che sono tutte falsità costruite ad arte sui giornali (non Chi, loro sono addetti al fotoritocco e alle foto smaccatamente posate a Portofino)
Buio pesto. Una volta appianati a modo suo i due episodi delle veline in lista e della festa di compleanno per lui non c'è assolutamente nulla che non va, la crisi mondiale e la disoccupazione che monta (8,8%), il deficit pubblico, la ricostruzione dopo il terremoto. Tutto nel migliore dei mondi possibili.
Gli unici veri problemi per lui sono l'opposizione che non si rassegna e Repubblica che rema contro.
Se non sapessimo chi è potremmo definirlo il nuovo Candido.
La crisi.
Dibattiti infiniti, sempre ex post. Polemiche politiche. Politiche che sollevano polemiche. Polemiche su politiche non attuate.
E' solo americana. E' globale. Riguarda solo le banche. Riguarda solo la grande industria. Riguarda l'economia reale. L'Italia. E' messa peggio. E' messa meglio. Si riprenderà prima e meglio.
Atteniamoci a fatti oggettivi.
Il mondo del lavoro italiano è uno dei più garantiti in assoluto. Chi ha un contratto a tempo indeterminato nel privato, a meno di una crisi aziendale, è difficilmente licenziabile.
Una grossa fetta dei lavoratori a tempo indeterminato è poi formata da dipendenti pubblici, che non rischiano il licenziamento nemmeno quando la fanno grossa.
Chi sta soffrendo la crisi in maniera molto forte è la fascia dei lavoratori a termine, precari, disoccupati o vittime di chiusure di stabilimenti. Una parte importante ma purtroppo non tanto numerosa (e rumorosa) da farsi sentire. Perciò diventano solo polvere da mettere sotto il tappeto, in attesa che passi "a nuttata".
Ma c'è un passaggio che sfugge alle analisi odierne.
Quando questo periodo di crisi mondiale passerà, oltre a un nuovo ordine economico e all’eliminazione (auspicabile) di qualche eccesso della finanza (non solo nelle retribuzioni dei manager), si verificheranno quasi sicuramente alcune situazioni:
aumento dei tassi di interesse
aumento dei prezzi delle materie prime (petrolio in primis) e dell’inflazione in generale (in percentuali superiori al 5/6)
Non occorre essere economisti per capire che sono le stesse condizioni che stanno facendo sì che l’esercito dei garantiti non senta più di tanto il fiato sul proprio collo. Mutui a tassi accettabili (anche se gli spread aumentano) e prezzi in discesa non sono poi così negativi per chi uno stipendio sicuro ce l’ha.
Con le rate dei mutui (o dei prestiti al consumo) in crescita, e l’impennata dei prezzi delle materie prime e conseguentemente dei beni di consumo, la crisi, pur avendo davvero alle spalle il suo picco massimo, dispiegherà in Italia tutta la sua potenza. E saranno dolori perché ad essere coinvolta sarà la maggioranza assoluta degli italiani, non solo i più deboli.
Arriverà allora il vero esame per il governo e per le forze politiche italiane.
Fino ad allora continueremo con le polemiche e le schermaglie politiche, perché non si pensi che qualcuno stia preparandosi per quello che succederà tra qualche anno..
Un
editoriale del Wall Street Journal di oggi ci informa che i famigerati mutui subprime, epifenomeno della crisi mondiale che stiamo vivendo, sono tutt'altro che spariti. Semplicemente, grazie alle amorevoli cure della Federal Housing Administration, vengono erogati con la simpatia garanzia (al 100%) del contribuente americano.
Nei prossimi mesi alcuni esperti calcolano che bisognerà sborsare tra i 50 e i 100 miliardi di euro per un salvataggio della stessa agenzia federale. Il tutto mentre i dati sugli stress test (ancorchè all'acqua di rose) non vengono ancora ufficializzati perchè le floridissime banche americane, che farebbero carte false per restituire i soldi avuto dal governo e avere di nuovo mani libere su business e bonus, sarebbero costrette a ricapitalizzare a loro volta.
Ma non sarebbe stato meglio nazionalizzare tutte le istituzioni pericolanti senza questi inutili baillamme?
C'è un evento di cui alcuni scrivono, pochi parlano e pochissimi indagano: i mondiali di nuoto di Roma 2009. Presidente del comitato Giovanni Malagò, organizzazione a carico del tanto decantato dipartimento della Protezione Civile retto da San Guido Bertolaso.
Ritardi, cantieri di cui non si conoscono i tempi di chiusura, organizzazione dilettantistica. Per un'inchiesta su quella che si candida ad essere l'ennesima brutta figura a livello internazionale del nostro Paese bisognava sintonizzarsi su La7 e guardare il programma Victory.
Orario di messa in onda: mezzanotte e mezza. Per la serie: che nessuno ne sappia niente.
Gli automobilisti in viaggio oggi hanno trovato la bella sorpresa dei
rincari autostradali, in media del 2,40%.
Il governo, che aveva sospeso gli aumenti a Gennaio, ha pensato bene di ringraziare la famiglia Benetton per il servizietto resogli rendendo disponibili 150 milioni di euro per la partecipazione azionaria nella nuova Alitalia.
Che Autostrade per l'Italia goda di un monopolio naturale è innegabile. Che in un momento di deflazione mondiale il governo consenta a chi ne gode impunemente da anni di tosare ancora di più i cittadini automobilisti (per svago o ancora di più per necessità) è semplicemente e palesemente inaccettabile. A parte la proposta di Marco Filippi, capogruppo Pd in commissione Lavori Pubblici al Senato, di rinviare gli aumenti, avete sentito qualcuno del Pd gridare allo scandalo per questo ennesimo regalo ai soliti noti?
Quando Silvio Berlusconi dice che lui è il presidente più amato nel mondo dice un'inesattezza.
In realtà il primato spetta al presidente nordcoreano Kim Jong Il, rieletto nello scorso Febbraio al parlamento con il
100% dei consensi.
Prima di lui erano arrivati a percentuali interessanti anche Saddam Hussein in Iraq, Mugabe in Zimbawbe, Than Shwe in Birmania e Nyazov in Turkmenistan.
Ma lo scettro di Kim Jong Il trema perchè la progressione del nostro premier sembra inarrestabile.
Il 22 Aprile era al
56% dei consensi, poi al 60, 65, 70, 73% oggi al
75,1% (da notare il virgolauno, che fa tanto strumento di precisione). Se in soli 9 giorni Berlusconi ha guadagnato il 19.1% di consensi a fine maggio potrebbe raggiungere lo storico traguardo dei 101% diventando il leader più amato al mondo di tutti i tempi.
Update: il presidente Kim Jong Il ha rilasciato una nota in cui stigmatizza il tentativo di Berlusconi di raggiungere il suo livello di consensi. "A parte i sondaggi falsi tra me e Berlusconi una vera comparazione non è possibile, io non ho a disposizione tre reti televisive private e tre pubbliche che coprono il 90% dello share giornaliero e non ho giornali, banche, banche assicurazioni e squadre di calcio come lui".
Non so a voi, ma a me la faccia della
Noemi napoletana ricorda quella di un noto politico italiano di centrodestra..
Interessante notare come, a 100 giorni dall'insediamento, l'efficientissimo presidente Obama non può ancora disporre di un
ministro della Sanità e di 15 tra i più alti funzionari del settore.
E non può essere tutta colpa del
senatori repubblicani che non votano per l'aspirante Kathleen Sebelius..
Parlando di crisi dell'editoria, la Condè Nast America
sta chiudendo Portfolio, il suo business magazine.
Qui trovate un pezzo molto bello sull'argomento di Tina Brown, ex direttore di Vanity fair e New Yorker e adesso direttrice di Daily Beast.
E' arrivata la nuova influenza che minaccia di diventare pandemia. Nel 2005 era aviaria, con il focolaio in Cina, trasmessa dai polli, e si chiamava Sars. Oggi, nonostante
non ci sia stata una conferma ufficiale, viene attribuita ai suini, e il focolaio è in Messico.
L'unico punto fermo però, quando il rischio di pandemia è alto, è il Tamiflu, prodotto dalla Roche. Che sia davvero efficace contro le influenze più di altri farmaci
è tutto da verificare e a quanto pare l'azienda era anche in procinto di
toglierlo dal commercio.
Intanto, giusto per non farsi vedere con le mani in mano dail'intera nazione, il ministro della salute Usa Janet Napolitano cosa fa? Comincia
a far circolare una parte delle 50 milioni di dosi del Tamiflu in possesso del governo federale.
Immaginiamo che anche i governi delle altre nazioni correranno a fare incetta del preziosissimo medicinale contro una malattia di cui si sa ancora pochissimo e per cui non è stata ancora trovata una medicina che la fronteggi seriamente.
Storia uguale e identica, fino ad oggi, a quanto avvenuto
nel 2005.
Quando si dice che la storia è magistra vitae
Ha cominciato in sordina. 1-2-3-4 volte nel giro dei primi 20 minuti. Poi in un crescendo rossiniano è arrivato a 15 volte. Nello spazio di 70 minuti.
Parliamo di Gianfranco Mazzoni, telecronista Rai per l'automobilismo, e del suo nominare ogni pochi minuti il nome di Luca Cordero di Montezemolo, "il presidente della Ferrari venuto a dare forza e coraggio ai suoi uomini in questo momento difficile". 15 volte, noi ascoltatori della telecronaca del Gran Premio di Formula Uno del Bahrein, abbiamo dovuto ascoltare questa litania.
Tanto che le ultime volte siamo stati perfettamente in grado di ripeterla all'unisono con lui. E alla bandiera a scacchi, quando Mazzoni ha lanciato la pubblicità e l'arrivederci all'ormai consueta "festa del podio", abbiamo pensato di esserci liberati dall'obiquo presidente della Ferrari.
Invece no. Mazzoni ha stoppato la pubblicità perchè c'era un collegamento in diretta importantissimo. Spazio a Stella Bruno dai box con un'ospite speciale: Luca di Montezemolo. Chi l'avrebbe mai detto.
Segue l'intervista più scontata del mondo in cui il presidente parla dei primi punti presi dalla scuderia italiana e promette di lavorare duro per riportare la Ferrari ai livelli che le competono. Uno scoop mondiale.
A seguire la pubblicità, perchè Mazzoni ha voluto evitarci la sedicesima ripetizione del presidentevenutoadareforzaecoraggioaisuoiuominiinquestomomentodifficile.